da La Nuova Sardegna, 5 giugno 2013
Centrale a biomasse, il Sologo non ci sta. Lula, polemiche per il progetto della Barbagia Natura: è nato un comitato che riunisce i Comuni della piana. (Paolo Merlini)
LULA. Quarant’anni dopo le lotte contro l’industria petrolchimica, la gente di Lula è pronta a scendere di nuovo in piazza per difendere la piana del Sologo. Ieri era un pascolo sterminato in uso a un gruppo di pastori, e riuscì a salvarsi al destino che poi fu riservato a Porto Torres, con le conseguenze per l’ambiente che sono sotto gli occhi di tutti. Oggi è un territorio che fa dell’agricoltura la propria ragione d’essere, con cooperative che spaziano dall’allevamento di bestiame selezionato alla produzione di latticini, e vigne che si estendono per decine di ettari. La polemica ora riguarda la costruzione di una minicentrale elettrica a biomasse, che dovrebbe bruciare legname per produrre energia. Sulla carta un progetto ecologico, in linea con la corsa sin troppo sfrenata alle energie rinnovabili. In realtà, secondo i cittadini che si sono riuniti nel comitato Pro difesa Sologo, un tentativo di riproporre nella piana, in forma diversa, un impianto industriale vero e proprio, magari un inceneritore, tentativo anche questo fallito negli anni ’90 sempre per la benedetta cocciutaggine dei cittadini di Lula. Cittadini che questa volta però non lottano da soli, ma potranno fare fronte unico con gli abitanti degli altri comuni i cui territori ricadono nella piana: Dorgali, Orune, Galtellì, Loculi e Irgoli. Il sindaco di Dorgali, Angelo Carta, ha già annunciato un ricorso al Tar. Del futuro impianto a biomasse si è cominciato a parlare negli ultimi mesi, quando si è scoperto che una società a responsabilità limitata, la Barbagia Natura Società Agricola srl, aveva ottenuto il nulla osta per realizzare in terreni privati la minicentrale, e tutto senza che di questa eventualità si fosse discusso in consiglio comunale solo una volta. Il progetto di Barbagia Natura, infatti, indica come produzione di energia 999 kilowatt, ossia poco meno di un megawatt (1000 kw): sino a tale potenza le norme stabiliscono una procedura semplificata. In pratica, il proponente può autocertificarsi presentando domanda al Suap (lo sportello unico attività produttive) del comune interessato e iniziare i lavori dopo aver ottenuto il nullaosta dagli enti preposti al controllo ambientale, a cominciare dall’Arpas. Autorizzazioni che evidentemente sono state ottenute visto che nelle scorse settimane il futuro impianto è comparso nella graduatoria nazionale dei progetti ammessi agli incentivi. Va detto che in tale graduatoria anche altre società indicano una potenza appena sotto il megawatt, ma al comitato Pro difesa Sologo questo numero singolare (999) è sembrato un espediente per poter realizzare in tempi rapidi l’impianto. E poi, un domani, chiedere un aumento di potenza. L’altro dubbio riguarda il legname che verrà bruciato. «Secondo i nostri calcoli serviranno 440 quintali al giorno – dice Teo Corrias, presidente del comitato – Dove li prenderanno? La nostra paura è che nell’impianto insieme a legname e residui vegetali possa finire di tutto, con conseguenze pericolose per la salute e l’ambiente». Il legname, stando alle carte, dovrebbe fornirlo la stessa Barbagia Natura, società che a dispetto del nome ha sede a Milano, anche se si occupa di forestazione del territorio di Bitti. I dubbi del comitato sono aumentati quando si è scoperto che la società a responsabilità limitata farebbe capo quasi interamente a un’altra società, sempre con sede a Milano, la Delmar Holding Spa, il cui amministratore unico è un giovane imprenditore sassarese, Vito Marrosu, appartenente a una famiglia di costruttori molto nota nel Nord Sardegna. La Delmar opera su vari fronti, dall’energia rinnovabile sino all’industria e al settore immobiliare. Perché il comitato si è insospettito quando ha scoperto che, con tutta probabilità, dietro il progetto della Barbagia Natura ci sarebbe in realtà la Delmar Holding? «Nel sito internet della Delmar– dice Corrias – alla voce fonti rinnovabili, biomasse, si legge che la società sta per realizzare in Sardegna un impianto da sei megawatt alimentato a cippa di legno. La località non è precisata, ma noi crediamo sia la piana del Sologo»